Case igloo di Milano, la storia delle cupole di via Lepanto

Laura Piras 28 luglio 2026
Strane case igloo a Milano, con tetti spioventi e forme arrotondate, circondate da vegetazione e recinzioni.

Indice

Un gruppo di piccole abitazioni a cupola sorprende ancora oggi chi attraversa la Maggiolina, a nord-est di Milano. Le case igloo di via Lepanto non sono curiosità costruite per attirare turisti, ma un esperimento abitativo nato nel dopoguerra, con spazi ridotti, struttura originale e una storia strettamente legata all’emergenza abitativa. In questo articolo ricostruisco dove si trovano, perché hanno quella forma, come sono organizzati gli interni e cosa possiamo imparare dal loro design.

Le case igloo milanesi uniscono storia, tecnica e idee ancora attuali

  • Posizione: si trovano in via Lepanto, nel quartiere Maggiolina, vicino al Villaggio dei Giornalisti.
  • Anno di costruzione: furono realizzate nel 1946 dall’ingegnere Mario Cavallè.
  • Numero: delle 12 unità originarie, oggi ne restano 8.
  • Superficie: ogni abitazione misurava circa 45 m² distribuiti su due livelli.
  • Visita: sono proprietà private e si possono osservare solo dall’esterno.

Case igloo a Milano, un quartiere unico con tetti a cupola che si affaccia sui binari del treno.

Dove si trovano le case igloo di Milano

Le abitazioni si trovano in via Lepanto, ai margini del quartiere Maggiolina e del Villaggio dei Giornalisti. Sono inserite in una zona residenziale tranquilla, fatta di villette, piccoli giardini e architetture molto diverse tra loro, a poca distanza dal traffico di viale Zara.

Per arrivare con i mezzi pubblici, la fermata più pratica è Istria della linea M5. Da lì si raggiunge la strada in pochi minuti a piedi. Io consiglio di inserire la visita in una passeggiata più ampia nella Maggiolina, perché il valore del luogo non sta soltanto nelle cupole, ma nel contrasto tra il quartiere-giardino e queste forme quasi fiabesche.

Le case sono abitate o comunque legate a proprietà private. Non è quindi corretto cercare di entrare, fotografare attraverso le finestre o trattare il complesso come un museo all’aperto. L’esperienza migliore consiste nell’osservare volumi, proporzioni e rapporto con la strada, rispettando la privacy di chi ci vive.

Perché furono costruite proprio a forma di igloo

Il progetto risale al 1946, quando Milano cercava rapidamente nuove abitazioni per le famiglie rimaste senza casa dopo i bombardamenti. Mario Cavallè, ingegnere milanese esperto di strutture e cemento armato, propose un modello compatto ispirato a tecniche sperimentate negli Stati Uniti.

La forma non nacque quindi da un semplice gusto eccentrico. Una copertura curva permetteva di ridurre la presenza di spigoli e di distribuire meglio le sollecitazioni sulla struttura. Il risultato era una casa piccola, economica per l’epoca e relativamente libera nella disposizione interna.

Il progetto iniziale comprendeva 12 unità, ma nel tempo alcune furono demolite. Oggi ne restano otto, riconoscibili per la cupola e per il piccolo spazio esterno. La loro sopravvivenza è significativa anche perché negli anni Sessanta il complesso rischiò di scomparire, insieme ad altre abitazioni sperimentali della zona.

La struttura che sembra semplice ma non lo è

La copertura è formata da una volta con mattoni forati disposti a losanghe convergenti. Non si tratta quindi di un igloo di ghiaccio né di una moderna cupola geodetica composta da triangoli metallici o lignei.

La differenza è importante. Le case della Maggiolina sono edifici in muratura e cemento armato, progettati come abitazioni permanenti, mentre molte cupole contemporanee nascono come strutture leggere, prefabbricate o destinate a glamping e soggiorni temporanei.

Come sono organizzati gli interni delle abitazioni

Ogni casa occupava circa 45 m² su due livelli. Il piano principale comprendeva ingresso, soggiorno con angolo cottura, camera e bagno; un piccolo ambiente seminterrato completava l’abitazione. In alcune ricostruzioni la superficie del soggiorno raggiunge circa 18,40 m², mentre la camera misura poco meno di 15 m².

La pianta circolare crea un interno molto diverso da quello di un appartamento tradizionale. Non ci sono lunghi corridoi e la distribuzione ruota attorno alla curva perimetrale. Questo permette una certa libertà, ma rende più complesso collocare armadi, cucine standard e mobili rettangolari.

Il dettaglio che trovo più interessante è l’assenza di molti muri portanti interni. Nel corso dei decenni alcuni proprietari hanno potuto modificare gli ambienti, trasformando parte della casa in un open space o aggiungendo nuovi corpi edilizi. La cupola resta il vincolo principale, mentre l’interno può adattarsi alle esigenze di chi lo abita.

Cosa comporta vivere in una pianta circolare

  • Arredi su misura: gli elementi curvi sfruttano meglio le pareti rispetto ai mobili standard.
  • Illuminazione: finestre e lucernari devono essere studiati con attenzione per evitare zone buie.
  • Acustica: le superfici curve possono riflettere il suono e richiedono materiali fonoassorbenti.
  • Altezza interna: il punto centrale può essere scenografico, mentre i bordi risultano meno adatti a mobili alti.
  • Seminterrato: va controllato con cura per umidità, ventilazione e isolamento dall’acqua.

La forma, da sola, non rende una casa più funzionale. A mio avviso, il vero punto di forza sta nella possibilità di progettare gli interni senza trattare ogni parete come un limite. Con pochi metri quadrati, una cucina lineare e un armadio scelto male possono pesare più della superficie disponibile.

Il restauro di una casa igloo e le lezioni per il design

Una delle abitazioni è stata recuperata con un intervento durato circa nove mesi. Il lavoro ha cercato di riportare la casa all’aspetto originario, intervenendo sulla copertura e sulle finiture senza cancellare la forma progettata da Cavallè.

La struttura si è dimostrata sorprendentemente solida, anche dopo quasi ottant’anni. Questo non significa che ogni cupola storica sia automaticamente in buone condizioni: infiltrazioni, ponti termici, umidità del seminterrato e modifiche non compatibili possono creare problemi seri. Prima di qualunque intervento servono rilievo, verifica strutturale e progetto firmato da un professionista.

Il restauro ha riaperto anche una discussione sul rapporto tra conservazione e gusto contemporaneo. Il colore bianco e alcuni interni molto scenografici dividono le opinioni, ma il principio resta valido: in un edificio così riconoscibile, ogni modifica esterna cambia la lettura dell’intero complesso.

Soluzione Punto di forza Limite principale
Casa igloo storica Identità architettonica e struttura compatta Vincoli di tutela, distribuzione insolita e manutenzione delicata
Cupola geodetica moderna Montaggio rapido e involucro leggero Isolamento, condensa e arredamento richiedono progettazione specifica
Casa tradizionale Arredi standard e distribuzione più semplice Minore riconoscibilità formale

Come prendere ispirazione senza copiare la forma

Non serve costruire una cupola in giardino per portare nella propria casa lo spirito delle abitazioni milanesi. Io partirei da tre idee concrete: spazi compatti, struttura leggibile e arredi flessibili.

Usare la curva come elemento funzionale

Una parete curva può diventare una libreria bassa, una panca contenitore o una testata continua. È meglio seguire il profilo dell’ambiente con mobili poco profondi piuttosto che tentare di nasconderlo con grandi armadi rettangolari.

Separare senza chiudere

Nelle abitazioni piccole funzionano bene tende pesanti, pannelli scorrevoli, librerie passanti e mobili divisori. Permettono di creare una zona notte o uno studio senza sacrificare la luce e senza aggiungere pareti permanenti.

Leggi anche: Le Corbusier e il modernismo da vivere nella casa italiana

Controllare luce e umidità

La lezione meno fotografata, ma più utile, riguarda il comfort. Prima dell’estetica vengono isolamento, ventilazione e corretta gestione dell’acqua. Lucernari e superfici curve possono essere belli, ma se sono progettati male portano surriscaldamento estivo, condensa o infiltrazioni.

Se si pensa a una piccola struttura abitabile ispirata all’igloo, bisogna inoltre verificare urbanistica, distanze, autorizzazioni, impianti e requisiti energetici. Una cupola da giardino non diventa automaticamente una casa solo perché è prefabbricata o mobile.

La Maggiolina dimostra che l’innovazione può invecchiare bene

Le case igloo di Milano restano interessanti perché uniscono una risposta concreta all’emergenza abitativa e una forma capace di resistere all’immaginario. Non sono modelli perfetti da replicare, soprattutto per superficie e comfort, ma mostrano quanto una scelta strutturale possa influenzare il modo di abitare.

Quando guardo questo complesso, la lezione che porterei nel design contemporaneo è semplice: la casa non deve essere spettacolare per forza, deve essere coerente. Una buona idea funziona quando forma, tecnica e vita quotidiana si sostengono a vicenda, proprio come accade in queste piccole cupole della Maggiolina.

Domande frequenti

Si trovano in via Lepanto, tra la Maggiolina e il Villaggio dei Giornalisti, vicino alla fermata Istria della linea M5. Sono proprietà private e si possono osservare soltanto dall’esterno, rispettando la privacy degli abitanti.

Il progetto fu realizzato nel 1946 dall’ingegnere Mario Cavallè per offrire abitazioni rapide ed economiche nel dopoguerra. La copertura curva riduce gli spigoli e distribuisce meglio le sollecitazioni sulla struttura.

Ogni abitazione misura circa 45 m² su due livelli. Il piano principale comprende ingresso, soggiorno con angolo cottura, camera e bagno, mentre un piccolo ambiente seminterrato completa la casa.

Gli interni richiedono arredi su misura, studio attento di luce e acustica e particolare attenzione all’altezza ridotta lungo i bordi. Vanno inoltre verificati isolamento, ventilazione, condensa, infiltrazioni e umidità del seminterrato.

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Autor Laura Piras
Laura Piras
Il mio nome è Laura Piras e da 7 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere il mondo dell'arredamento, del design e del fai da te per la casa. La mia passione è nata dalla curiosità di trasformare gli spazi, rendendoli non solo belli ma anche funzionali e pieni di personalità. Mi piace molto semplificare concetti complessi legati al design e alle tecniche fai da te, cercando sempre di offrire spunti pratici e accessibili a tutti. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le informazioni e a confrontare diverse prospettive per garantire contenuti utili, accurati e sempre aggiornati, aiutando così chi legge a realizzare progetti che rispecchino il proprio stile e le proprie esigenze.

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