Tra ulivi, macchia mediterranea e superfici che catturano il sole, il Giardino dei Tarocchi trasforma una collina di Capalbio in un’opera d’arte da attraversare. Racconto la storia del progetto, le sculture più significative, il rapporto con il paesaggio e le informazioni pratiche per organizzare la visita nel 2026, con qualche idea utile anche per chi vuole portare a casa un giardino più creativo.
Un parco d’arte dove sculture, piante e paesaggio diventano un’unica esperienza
- Località Garavicchio, nel comune di Capalbio, in Maremma toscana.
- Artista Niki de Saint Phalle, con la collaborazione di Jean Tinguely.
- Opere 22 sculture monumentali ispirate agli Arcani Maggiori.
- Materiali cemento, acciaio, specchi, vetri e ceramiche colorate.
- Visita 2026 dal 1° aprile al 15 ottobre, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19.30.
Un’opera nata tra sogno, Maremma e arte contemporanea
Il parco si trova in località Garavicchio, vicino a Pescia Fiorentina, su un’area di circa due ettari tra la costa tirrenica e le colline dell’entroterra. Niki de Saint Phalle iniziò a lavorare al progetto nel 1979 e lo sviluppò fino al 1996, trasformando il versante in un percorso popolato da figure alte in alcuni casi tra 12 e 15 metri.
L’ispirazione più evidente arriva dal Parc Güell di Antoni Gaudí, ma il carattere del luogo richiama anche il Sacro Bosco di Bomarzo. Io trovo interessante proprio questa fusione tra riferimenti diversi: il giardino non copia un modello, ma lo rilegge attraverso colori pop, forme femminili e simboli esoterici.
Le sculture hanno una struttura interna in ferro e cemento, poi rivestita con mosaici di specchio, vetri e ceramiche. L’ingresso, progettato da Mario Botta con Roberto Aureli, è racchiuso in un muro di tufo che crea una vera soglia tra il paesaggio quotidiano e l’universo fantastico del parco. L’Atlante dell’architettura contemporanea descrive il complesso come un giardino di sculture in cui natura e architettura dialogano senza gerarchie.
Le opere da non perdere lungo il percorso
Non esiste un itinerario obbligatorio e questa scelta fa parte dell’esperienza. L’artista voleva lasciare spazio all’interpretazione personale, quindi io suggerisco di camminare senza cercare subito una spiegazione per ogni simbolo. Prima si osservano le forme, poi si collegano ai significati delle carte.
L’Imperatrice e l’Imperatore
L’Imperatrice è la figura più riconoscibile. Ha la forma di una grande sfinge abitabile, ricoperta all’interno da frammenti di specchio, con ambienti che comprendono camera, soggiorno, cucina e bagno. Niki de Saint Phalle vi abitò durante i lavori, trasformando la scultura anche in casa e laboratorio.
L’Imperatore, invece, appare come un castello organizzato attorno a una corte. Il confronto tra le due opere è particolarmente utile perché mostra due idee opposte di spazio: da una parte un ambiente curvo, intimo e avvolgente, dall’altra una struttura più geometrica e monumentale.
Il Mago, la Papessa e la Ruota della Fortuna
Queste opere introducono il visitatore al percorso attraverso l’acqua e il movimento. La fontana collegata al Mago e alla Papessa conduce verso la Ruota della Fortuna, realizzata da Jean Tinguely. Qui l’opera non è soltanto da guardare: suono, acqua e meccanica rendono il passaggio più dinamico.
Il Sole, la Morte e il Mondo
Il Sole viene rappresentato come un grande uccello dalle ali spiegate, una scelta che rende il simbolo immediatamente leggibile anche senza conoscere i tarocchi. La Morte, al contrario di quanto si potrebbe immaginare, mantiene un tono giocoso e vitale, mentre il Mondo chiude una sequenza di figure vivaci e teatrali.
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La Torre e la Cappella della Temperanza
La Torre di Babele, rivestita di specchi, emerge dalla vegetazione con l’aspetto di una costruzione colpita da un fulmine. Poco distante si trova la cappella della Temperanza, uno spazio raccolto che introduce una pausa contemplativa. A mio parere, sono proprio questi contrasti tra spettacolo e silenzio a impedire che la visita si riduca a una semplice raccolta di fotografie.
Il ruolo delle piante in un giardino così spettacolare
Questo non è un orto botanico e non nasce per catalogare specie vegetali. Il verde ha però una funzione decisiva perché ammorbidisce le forme monumentali, nasconde e rivela le opere e cambia l’atmosfera in base alla luce e alla stagione.
La presenza di ulivi e macchia mediterranea lega le sculture al territorio. Le piante non fanno da semplice sfondo, ma costruiscono il ritmo della passeggiata: un tratto più fitto crea sorpresa, una radura offre una vista completa, un gruppo di arbusti incornicia una figura colorata.
Chi vuole ispirarsi a questo approccio nel proprio spazio esterno può lavorare su pochi elementi ben coordinati:
| Idea progettuale | Applicazione domestica | Attenzione pratica |
|---|---|---|
| Contrasto tra materia e verde | Una scultura o un vaso importante circondato da aromatiche | Lasciare spazio attorno all’elemento principale |
| Vegetazione mediterranea | Lavanda, rosmarino, santolina, mirto o cisto | Scegliere specie adatte al terreno e all’esposizione locale |
| Punti di vista | Creare un passaggio che riveli gradualmente il centro del giardino | Considerare la vista dalla casa, non solo quella dal vialetto |
| Colore controllato | Riprendere un colore della ceramica in fioriere o tessili da esterno | Limitarsi a due o tre tonalità per evitare confusione |
Informazioni pratiche per visitarlo nel 2026
Il complesso si trova a Garavicchio, nel territorio di Capalbio, in provincia di Grosseto. Il parcheggio è gratuito ma non custodito; chi arriva in treno può scendere a Capalbio Scalo, che dista circa 10 chilometri, e deve organizzare in anticipo il trasferimento finale.
Per la stagione 2026 il sito ufficiale indica l’apertura dal 1° aprile al 15 ottobre, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19.30. L’ultimo ingresso per chi non ha già il biglietto è previsto alle 18.15, quindi arrivare dopo quell’orario può significare trovare l’accesso chiuso.
Il biglietto intero costa 15 euro, mentre la tariffa ridotta di 10 euro riguarda, tra gli altri, ragazzi dai 7 ai 22 anni e visitatori sopra i 65 anni. L’ingresso è gratuito per i bambini da 0 a 6 anni e, secondo le condizioni pubblicate, per persone con disabilità superiore al 67% e accompagnatore.
L’acquisto online è la scelta più prudente perché il numero di visitatori può essere limitato per proteggere le opere. Io programmerei la visita con almeno due ore disponibili, scarpe comode, cappello e acqua, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Il percorso è all’aperto e il caldo può farsi sentire più delle aspettative.
Gli animali sono ammessi al guinzaglio, ma è meglio verificare le condizioni aggiornate prima della partenza. Il 4 settembre 2026 è inoltre prevista una chiusura eccezionale alle 18.00, con ultimo accesso alle 17.00.
Un modello da portare a casa senza copiarne le forme
La lezione più utile non riguarda i tarocchi, ma il modo in cui un giardino può diventare un racconto. Una pianta, un materiale, una luce o un oggetto possono assumere più forza quando vengono inseriti in un percorso pensato con attenzione.
Per replicare questa idea bastano anche pochi metri quadrati. Sceglierei un punto focale, due o tre specie mediterranee coerenti con il clima, una pavimentazione semplice e un dettaglio colorato che ritorni in un vaso, in una ceramica o in un elemento tessile. Il risultato non sarà una copia del parco di Capalbio, ma potrà avere la stessa qualità essenziale: un piccolo spazio capace di sorprendere.