Studio Peregalli Sartori e l’arte di abitare il passato

Laura Piras 14 giugno 2026
Architetti nello studio Peregalli, circondati da modelli di edifici e opere d'arte, creano visioni urbane.

Indice

Una casa elegante non nasce dal semplice accostamento di mobili costosi, ma dal rapporto tra architettura, luce, materiali e memoria. Studio Peregalli ha costruito la propria identità proprio su questo equilibrio, trasformando interni storici e contemporanei in ambienti narrativi, colti e sorprendentemente abitabili. Qui analizzo il suo linguaggio, alcune realizzazioni significative e i principi che si possono adattare anche a una casa italiana di dimensioni più normali.

Un linguaggio classico reinterpretato con sensibilità contemporanea

  • Origini milanesi e legame culturale con Renzo Mongiardino.
  • Decorazione, antiquariato e architettura lavorano insieme, senza separazioni rigide.
  • Il passato viene reinterpretato, non copiato in modo filologico.
  • Le stanze più riuscite nascono da proporzioni, luce e materiali, non dalla quantità di oggetti.
  • Per portare questo stile a casa bastano anche pochi interventi ben scelti.

Da dove nasce l’identità dello studio milanese

Lo studio nasce all’inizio degli anni Novanta dall’incontro tra l’architetto Laura Sartori Rimini e il filosofo Roberto Peregalli, entrambi formatisi nell’ambiente di Renzo Mongiardino. Questo dato spiega molto del loro metodo: da una parte c’è il rigore della progettazione spaziale, dall’altra una lettura quasi letteraria della casa e della storia dell’arte.

Nel 2026 il nome dello studio compare come Studio Peregalli Sartori tra i protagonisti dell’AD100 italiano. Architectural Digest Italia lo descrive come una realtà attiva nell’architettura, negli interni, nel restauro e nel recupero di edifici storici. La loro ricerca non si limita quindi alla decorazione, anche se è proprio la decorazione a rendere riconoscibili molti ambienti.

La lezione di Mongiardino non viene ripetuta come una formula. Viene filtrata attraverso nuove esigenze, diverse città e personalità dei committenti. È questo, secondo me, il punto più interessante: la memoria diventa uno strumento progettuale, non un repertorio da copiare.

Che cosa rende riconoscibili i suoi interni

Guardando i progetti, si nota subito che l’effetto finale non dipende da un singolo elemento. Il carattere nasce dalla sovrapposizione controllata di superfici, colori, arredi e riferimenti culturali. Una stanza può sembrare antica, ma raramente appare come una ricostruzione museale.

La decorazione come architettura

Pareti curve, volte dipinte, boiserie, stucchi e trompe-l’œil non sono semplici ornamenti. Servono a modificare la percezione delle proporzioni, a guidare lo sguardo e a dare profondità a un ambiente. Una parete decorata, per esempio, può diventare più importante di un mobile firmato perché costruisce l’atmosfera dell’intera stanza.

Materiali con una storia visiva

Il repertorio comprende legni, marmi, tessuti, mosaici, carte da parati, ferro, ottone e superfici dipinte. La scelta non punta sempre alla perfezione. Superfici leggermente consumate, colori polverosi e finiture non uniformi introducono quella patina del tempo che rende l’ambiente meno freddo e più personale.

Colore e luce non sono elementi secondari

In questi interni il colore raramente resta confinato alle pareti. Può comparire nei tendaggi, nei tappeti, nei soffitti, nelle imbottiture e nei dettagli architettonici. Io trovo particolarmente efficace l’uso di tonalità profonde ma non aggressive, come verde salvia, rosso mattone, ocra, blu polveroso e marrone tabacco.

La luce, invece, viene spesso mantenuta morbida e stratificata. Per avvicinarsi a questo risultato preferirei lampade con temperatura tra 2700 e 3000 kelvin, schermate e distribuite su più punti, invece di un unico lampadario molto potente al centro del soffitto.

Interno con divano decorato e pareti rivestite di piatti in ceramica blu e bianchi, un'ambientazione che evoca lo stile dello studio Peregalli.

Le realizzazioni che spiegano meglio il metodo

Le immagini aiutano a capire quanto il linguaggio dello studio cambi a seconda del luogo. Non esiste un modello unico applicato ovunque: ogni progetto parte dalla storia dell’edificio, dalla città e dai gusti di chi lo abita.

Parigi e l’idea della città nella casa

In un appartamento parigino progettato dallo studio, l’organizzazione degli spazi si intreccia con riferimenti alla Parigi ottocentesca, alla letteratura e alla pittura. Il risultato non è una scenografia generica, ma una casa costruita attorno a una precisa idea di città. La lezione pratica è chiara: un tema funziona solo quando è specifico.

Monaco e il dialogo tra rigore e calore

Una villa nei pressi di Monaco combina neoclassicismo nordico, richiami mediterranei, trompe-l’œil e materiali decorativi. Scale, colonne e pavimenti hanno una presenza forte, ma vengono bilanciati da superfici più morbide e da arredi vissuti. È un buon esempio di come il contrasto possa rendere un interno più dinamico senza trasformarlo in un insieme confuso.

Capri e l’architettura che segue il paesaggio

In una piccola abitazione caprese, l’edificio è pensato per integrarsi con la roccia e con il contesto naturale. Qui la decorazione non prende il sopravvento: sono la scala contenuta, la materia locale e il rapporto con l’esterno a guidare il progetto. Per una casa italiana significa ricordare che il luogo viene prima dello stile.

Leggi anche: Nanda Vigo e la luce che trasforma gli interni

Venezia e il restauro come racconto

Un appartamento in un palazzo veneziano del XVI secolo mostra un approccio rispettoso ma non passivo verso la storia. Gli elementi preesistenti vengono valorizzati e messi in relazione con arredi, tessuti e interventi contemporanei. Il passato resta leggibile, ma la casa continua a sembrare destinata alla vita quotidiana.

Come portare questa atmosfera in una casa contemporanea

Non consiglio di riprodurre integralmente un interno di Peregalli in un appartamento moderno. Una copia letterale rischia di sembrare artificiale, soprattutto quando mancano soffitti alti, pavimenti storici e proporzioni generose. Conviene invece scegliere uno o due principi e tradurli con materiali compatibili con il proprio spazio.

  1. Parti dalle proporzioni. Prima di acquistare mobili, controlla allineamenti, passaggi e dimensioni. Un soggiorno di 20 metri quadrati non può sostenere la stessa quantità di arredi di un salone storico.
  2. Scegli una parete protagonista. Può essere dipinta in un colore intenso, rivestita con una carta materica oppure completata da una boiserie semplice. Una sola superficie ben progettata spesso basta.
  3. Limita la palette a tre o quattro colori. Un tono principale, uno secondario, un neutro e un accento metallico sono più efficaci di una successione casuale di tinte.
  4. Mescola nuovo e antico. Un tavolo contemporaneo può convivere con una lampada vintage, una poltrona d’epoca o uno specchio recuperato. Il contrasto deve sembrare naturale, non costruito per forza.
  5. Prevedi più livelli di luce. Abbina luce generale, lampade da tavolo e punti d’accento. Le superfici decorate acquistano profondità soprattutto nelle ore serali.

Un dettaglio che spesso fa la differenza è il tessuto. Tende in lino, velluti opachi, righe discrete e passamanerie possono dare calore senza ricorrere a decorazioni costose. In una casa piccola preferirei intervenire su tendaggi, imbottiture e tappeti prima di riempire le pareti di oggetti.

Cosa evitare quando si imita questo stile

Il primo errore è confondere l’eleganza con l’accumulo. Dipinti, libri, mobili antichi e tessuti funzionano perché sono inseriti in una struttura precisa; se vengono aggiunti senza gerarchie, l’ambiente diventa pesante e perde leggibilità.

Il secondo errore è usare materiali “finti” senza una logica progettuale. Un effetto marmo o una decorazione imitativa può essere interessante, ma deve essere coerente con la scala della stanza e con la luce disponibile. L’illusione funziona quando è dichiaratamente sofisticata, non quando cerca di sembrare un materiale autentico a basso costo.

Infine, eviterei di trasformare ogni ambiente in una stanza rappresentativa. Una casa deve avere anche zone semplici, pratiche e meno scenografiche. Il fascino dei progetti migliori sta proprio nell’alternanza tra spazi intensi e spazi di riposo.

Scelta Quando funziona Rischio principale
Colore scuro In stanze ben illuminate o raccolte Rendere l’ambiente più piccolo del necessario
Antiquariato Accanto a elementi contemporanei e neutri Creare un effetto da museo
Trompe-l’œil Su una parete ampia e ben visibile Appesantire stanze basse o già molto arredate
Boiserie In corridoi, studi e soggiorni proporzionati Ridurre la percezione dello spazio

Il valore reale di questo approccio

Il lavoro dello studio non è interessante soltanto perché appare lussuoso. Mi sembra più utile leggerlo come una riflessione sul modo in cui abitiamo gli spazi. Una stanza può contenere storia, cultura e decorazione, ma deve anche sostenere gesti quotidiani, conversazioni, riposo e disordine.

Per questo non prenderei come riferimento la quantità di dettagli, ma la capacità di creare un ambiente riconoscibile. Bastano una buona proporzione, un tessuto scelto con cura, una luce calda e un oggetto con una storia per rendere meno anonima una casa contemporanea.

La regola che resta dopo aver guardato i suoi interni

La lezione più concreta è questa: non decorare per riempire, progetta per dare un’identità. Prima di comprare qualcosa, chiediti quale ruolo avrà nella stanza, con quali materiali dialogherà e se resterà interessante anche tra qualche anno.

Il fascino di Peregalli Sartori nasce dall’incontro tra passato e presente, ma soprattutto dalla misura. Anche in un progetto domestico semplice, questa misura può tradursi in scelte precise, materiali autentici e una casa capace di raccontare chi la vive senza sembrare costruita per una fotografia.

Domande frequenti

Il loro linguaggio unisce architettura, decorazione, antiquariato e storia dell’arte. Boiserie, volte dipinte, trompe-l’œil, materiali vissuti e colori profondi servono a costruire proporzioni, profondità e atmosfera, non soltanto ad aggiungere ornamenti.

È preferibile scegliere uno o due principi, invece di copiare un interno storico. Si può partire da una parete protagonista, da una palette di tre o quattro colori, dal dialogo tra arredi nuovi e antichi e da tessuti come lino e velluto.

La luce dovrebbe essere morbida e stratificata, con lampade schermate distribuite su più punti. Una temperatura tra 2700 e 3000 kelvin, insieme a luce generale, lampade da tavolo e punti d’accento, valorizza materiali e superfici decorate.

Il rischio principale è confondere eleganza e accumulo, inserendo troppi dipinti, mobili o oggetti senza gerarchie. Occorre inoltre usare boiserie, colori scuri e trompe-l’œil in rapporto alle dimensioni, alla luce e alle proporzioni della stanza.

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Autor Laura Piras
Laura Piras
Il mio nome è Laura Piras e da 7 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare e condividere il mondo dell'arredamento, del design e del fai da te per la casa. La mia passione è nata dalla curiosità di trasformare gli spazi, rendendoli non solo belli ma anche funzionali e pieni di personalità. Mi piace molto semplificare concetti complessi legati al design e alle tecniche fai da te, cercando sempre di offrire spunti pratici e accessibili a tutti. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le informazioni e a confrontare diverse prospettive per garantire contenuti utili, accurati e sempre aggiornati, aiutando così chi legge a realizzare progetti che rispecchino il proprio stile e le proprie esigenze.

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